Nel pieno del collasso economico che travolge il Libano, alimentato dalla corruzione, le banche bloccano improvvisamente i conti correnti, lasciando milioni di persone senza accesso ai risparmi. Maro, madre single dal carattere forte, ha bisogno del proprio denaro per salvare la ribelle sorella minore Dalia, che necessita di un intervento medico urgente. Di fronte al rifiuto della banca, le due escogitano un complesso colpo notturno per riprendersi ciò che è loro. Ma, in una città già sull’orlo del baratro, il coinvolgimento di un ex miliziano e di un camionista innesca una catena di eventi che sfugge rapidamente a ogni controllo.
Il film è nato da un messaggio inviato a un amico nel 2019, quando le banche libanesi impedirono ai correntisti di prelevare i propri risparmi: “Devo scrivere un film su una rapina in cui rubo i miei soldi?” Era una fantasia dettata dalla frustrazione. Come milioni di libanesi, avevo i risparmi di una vita bloccati in banca a causa di una crisi economica alimentata dalla corruzione, la peggiore della storia moderna. Mia moglie e co-sceneggiatrice Nora aveva bisogno di un intervento chirurgico, ma la banca si rifiutava di permetterci di utilizzare il nostro stesso denaro. Quella fantasia iniziale si è poi trasformata in Furies, un crime film sovversivo incentrato sui personaggi. È un’esplorazione di come la corruzione e il crollo della stabilità economica possano insinuarsi nella vita della gente comune. Girato nel pieno dei conflitti che continuano a segnare il Libano, il film rappresenta anche un atto di fiducia nel potere del cinema di rafforzare la resilienza e celebrare la forza dei legami familiari. A oggi, nel 2026, il blocco dei conti bancari in Libano continua. Pur nascendo da un’esperienza profondamente personale, spero che questo film possa offrire a chiunque, ovunque, il piacere liberatorio di vedere persone comuni riappropriarsi del proprio destino.