Il regista Avi Mograbi e il suo insegnante di arabo e amico Ali Al Azhari partono alla ricerca di ciò che resta del villaggio di Saffuriya, da cui Ali fu espulso durante la Nakba palestinese del 1948. Al posto delle rovine trovano Halayon, asparagi selvatici.
Non ho realizzato questo film, l’ho trovato. Mentre lavoravo alla mia installazione video per Biennale Arte 2026 (all’Arsenale), nata dal mio film del 2012 Nichnasti pa’am lagan, ho ritrovato delle immagini che erano state utilizzate solo marginalmente nel film. Ali Al Azhari e io andiamo alla ricerca delle tracce della catastrofe del 1948, la Nakba. Ma ovunque ci voltiamo troviamo le tracce di una vita che non ha mai smesso di esistere. Quindici anni dopo, nel mezzo di un’altra catastrofe, queste immagini non parlano solo di ciò che è andato perduto, ma anche di ciò che resiste: la memoria, la consapevolezza e la vita stessa.